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| Non è una provocazione. E' una semplice affermazione, nata dall'osservanza d'alcuni punti in comune. L'abuso della quotidianeità, ossia, tutto fa brodo per gestire uno spunto e sovvertire quanto appena descritto. Il cambio di tempo repentino, che disorienta il lettore gettandolo in una cronologia differente in poche tavole/scene. La logorrea molesta, sia come flusso di pensieri, che come discorso comune, che in condizioni normali risulterebbe addirittura irritante, ma che affascina. Il compiacimento dell'insignificate. Passeggiata per Tokio, o giro in vespa per Roma. Il senso non muta. Ciclicità: tutto conduce all'inizio. Fisime: politica per uno, zen per l'altro. Prolissità: dopo alcuni lavori ben riusciti, entrambi hanno corso il rischio di ripetersi, ed di strappare sbadigli al fruitore finale. Assonanze molto interessanti... -- Giuseppe Gigante |
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| Il Sun, 03 Aug 2003 00:53:08 +0200, dalle profondita' del cyberspazio Giuseppe Gigante <giuseppe.gigante@people.com> grido': >E' una semplice affermazione, nata dall'osservanza d'alcuni punti in >comune. boh, l'unica cosa che so è che a me Moretti fa cagare, mentre Taniguchi lo adoro ^____^ Byez! > ![]() -- NEURAL ggenga<at>hotmail<punto>com (ICQ: 8971364)(XBL GamerTag: NeuralGod) 'Adepto in tutte le arti, Maestro di nessuna' |
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| Il 03 Ago 2003, 00:53, Giuseppe Gigante ha scritto: > Non è una provocazione. Però ci è vicina!! :P Suona molto come una critica cattivella assai... > L'abuso della quotidianeità E fin qui allora non è che si ponga lontano da Eisner, Clowes, Tomine, Pazienza se vogliamo... >, ossia, tutto fa brodo per gestire uno spunto e sovvertire >quanto appena descritto. Questa non l'ho capita proprio. Intendi che lo fa fine a se stesso? Mi pare una osservazione ingiustificata. > Il cambio di tempo repentino, che disorienta il lettore > gettandolo in una cronologia differente in poche tavole/scene. ?? Caratteristica comune a decinaia di autori, specie quelli lontani dalla serialità, dove si deve spiegare tutto. Tra l'altro, cosa significa? Io mai mi sono disorientato leggendo Taniguchi!! I cambi di scena/tempo come devono avvenire per non essere repentini???? Mi viene in mente solo la didascalia... > Il compiacimento dell'insignificate. Potrei ricitare i precedenti autori! :P > Ciclicità: tutto conduce all'inizio. Non mi sembra un elemento essenziale delle sue opere. Al tempo di papà gioca con i ricordi, ma non ho avvertito la ciclicità, che esiste in Una città lontana, mente ne l'uomo che cammina proprio non c'è, è tutto atemporale. > Prolissità: dopo alcuni lavori ben riusciti, entrambi hanno > corso il rischio di ripetersi, ed di strappare sbadigli al > fruitore finale. Ma, a me di sbadigli Taniguchi non ne ha mai strappati. Penso possa strapparne quanto una poesia, se non la si ama non è colpa della poesia... ![]() *- - - - - - - - - - - - -* Eldar - Ettore - Dice eldardice@yahoo.it "Quis custodiet ipsos custodes?" *- - - - - - - - - - - - -* Lo Spazio Bianco Più spazio ai fumetti! http://www.lospaziobianco.it *- - - - - - - - - - - - -* -------------------------------- Inviato via http://usenet.libero.it |
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| Giuseppe Gigante <giuseppe.gigante@people.com> wrote: >No. Inizia la passeggiata, inizia il flusso dei pensieri, che corre >per i suoi binari. > >Sai chi l'ha fatto per primo? Joyce.... Beh, insomma, lo stesso Joyce ha ammesso che per la tecnica dello stream of consciuosness ha preso ampia ispirazione da "Les Lauriers sont Coupés" di Edouard Dujardin... ;P -- Maurizio Villotta "Don't want to be first, I just want to last" |
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| Giuseppe Gigante <giuseppe.gigante@people.com> wrote: >Peccato che, se è per questo, anche Goethe ed Foscolo usavano >ampiamente i soliloqui, ma ai livelli del "riverrun" nessuno c'è mai >arrivato... Peccato che, se è per questo, io mi riferivo alla tua frase >No. Inizia la passeggiata, inizia il flusso dei pensieri, che corre >per i suoi binari. > >Sai chi l'ha fatto per primo? Joyce.... Tu ti riferivi al "cosa", non al "quanto" ![]() E comunque, se proprio vogliamo essere pignoli, già nel 1890 William James usava il termine "stream of consciuosness" per descrivere "the unbroken flow of thought and awareness of the waking mind". Che poi Joyce abbia portato la tecnica a nuove vette non e' in discussione, tanto che Joyce e' probabilmente il mio scrittore preferito, quindi lungi da me togliergli i meriti che gli spettano... -- Maurizio Villotta "Don't want to be first, I just want to last" |
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| On Tue, 05 Aug 2003 22:32:32 +0200, InvernoMuto <alan_list@katamail.com> wrote: >Nuovissimo? Si, nuovissimo. Come tempo. >L'hai letto in altra edizione? In inglese. Edizione, è una parola grossa. Non ho resistito alla tentazione di leggerlo, anche se in PDF. -- Giuseppe Gigante |