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| Qui a Milano da qualche giorno gli edicolanti espongono un manifesto di protesta... più o meno dice che il governo (presieduto da uno statista che ovviamente non ha nulla da spartire con il mondo dell'editoria, giusto???????????????????????????????????????????? ?) ha deciso di aumentare a dismisura i punti vendita... a parte il fatto che a me vengono in mente un paio di ipotesi molto negative per il mondo del fumetto (e voi sapete che io non sono pessimista), a voi risulta qualcosa? Esiste davvero un progetto di liberalizzazione? E' una protesta solo milanese o cosa? Livio perplesso & pessimista... -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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| Mentre mi aggiro circospetto nel Castello Chiamato Nebbia, il pipistrello Hugin mi raggiunge, portandomi un messaggio scritto in data Thu, 24 Jul 2003 23:35:28 +0200 da livioilperplesso@ecsait.it (Livio): >a parte il fatto che a me vengono in mente un paio di ipotesi molto >negative per il mondo del fumetto (e voi sapete che io non sono >pessimista), a voi risulta qualcosa? Esiste davvero un progetto di >liberalizzazione? Ancora non mi sono informato, ma per esistere immagino che esista... >E' una protesta solo milanese o cosa? No, non e' solo milanese, ho visto questi manifesti anche nell'edicola sotto casa. Ciao! Gray Mouser |
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| Gray Mouser ha scritto: > >a parte il fatto che a me vengono in mente un paio di ipotesi molto > >negative per il mondo del fumetto (e voi sapete che io non sono > >pessimista), a voi risulta qualcosa? Esiste davvero un progetto di > >liberalizzazione? > Ancora non mi sono informato, ma per esistere immagino che esista... io non so dove prendere informazioni in materia ma so che qui a Mi sono piuttosto sull'incazzato, giornali gratuiti, quotidiani a domicilio ed allegati che rubano lavoro, senza contare problemi per quanto riguarda i biglietti degli autobus... Livio che la vede brutta per i fumetti, c'è il rischio di una polverizzazione nella distribuzione... (mi sbaglio o stasera gli iafer sono al mare a cuccare?) -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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| Mentre mi aggiro circospetto nel Castello Chiamato Nebbia, il pipistrello Hugin mi raggiunge, portandomi un messaggio scritto in data Thu, 24 Jul 2003 23:51:30 +0200 da liviopessimistaallavoro@ecsait.it (Livio): >io non so dove prendere informazioni in materia ma so che qui a Mi sono >piuttosto sull'incazzato, giornali gratuiti, quotidiani a domicilio ed >allegati che rubano lavoro, senza contare problemi per quanto riguarda i >biglietti degli autobus... Ho trovato info. Guarda in http://www.sinaginazionale.it/frame.htm e nel ng free.it.discussioni.edicole (non so se newsland lo porta, cerca su google.groups) >Livio che la vede brutta per i fumetti, c'è il rischio di una >polverizzazione nella distribuzione... Esatto, e' quello il punto cruciale, l'ipotesi di una completa liberalizzazione della rete di vendita di quotidiani e periodici. A quel che vedo dai commenti, secondo il disegno di legge "Bonaiuti", contenente una serie di nuove norme riguardanti l'editoria, anche il fruttivendolo o il ferramenta potranno vendere giornali e riviste. Gli edicolanti saranno nei guai. E non solo loro. Si teme infatti che, se la legge passa, cambiera' tutto il panorama editoriale. Gran parte delle testate indipendenti (e con questo non intendo dire solo fumetti, ma anche giornali, riviste, informazione "libera", ecc.) ne saranno stroncate. Solo i grandi gruppi avranno la forza per garantire la presenza dei loro periodici in una miriade di nuovi punti vendita. Saluti ai nostri miseri rimasugli di pluralismo dell'informazione. A ben pensarci, potrebbero essere volatili per diabetici per tutti. Ciao! Gray Mouser |
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| Gray Mouser ha scritto: > >io non so dove prendere informazioni in materia ma so che qui a Mi sono > >piuttosto sull'incazzato, giornali gratuiti, quotidiani a domicilio ed > >allegati che rubano lavoro, senza contare problemi per quanto riguarda i > >biglietti degli autobus... > Ho trovato info. > Guarda in http://www.sinaginazionale.it/frame.htm tanks iù veri molto! > >Livio che la vede brutta per i fumetti, c'è il rischio di una > >polverizzazione nella distribuzione... > Esatto, e' quello il punto cruciale, l'ipotesi di una completa > liberalizzazione della rete di vendita di quotidiani e periodici. A quel > che vedo dai commenti, secondo il disegno di legge "Bonaiuti", > contenente una serie di nuove norme riguardanti l'editoria, anche il > fruttivendolo o il ferramenta potranno vendere giornali e riviste. > Gli edicolanti saranno nei guai. e vai con l'eufemismo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! > Si teme infatti che, se la legge passa, cambiera' tutto il panorama > editoriale. Gran parte delle testate indipendenti (e con questo non > intendo dire solo fumetti, ma anche giornali, riviste, informazione > "libera", ecc.) ne saranno stroncate. Solo i grandi gruppi avranno la > forza per garantire la presenza dei loro periodici in una miriade di > nuovi punti vendita. > Saluti ai nostri miseri rimasugli di pluralismo dell'informazione. ... ma per fortuna la Casa delle Libertà veglia su di noi!!!!!!!!!!!!!!!!!!! > A ben pensarci, potrebbero essere volatili per diabetici per tutti. io toglierei il condizionale... tu pensa solo a cosa succede se chiudono le testate... Livio con i capelli alla Don King, se ci pensa... -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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| On Fri, 25 Jul 2003 00:32:52 +0200, Gray Mouser <gm_@virgilio.it> wrote: >A ben pensarci, potrebbero essere volatili per diabetici per tutti. Toh, è quello che è successo in Iran dopo la caduta dello Scià. Solo che lì la motivazione era per i sani principi dello stato... -- Giuseppe Gigante |
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| Mentre mi aggiro circospetto nel Castello Chiamato Nebbia, il pipistrello Hugin mi raggiunge, portandomi un messaggio scritto in data Fri, 25 Jul 2003 00:54:51 +0200 da Giuseppe Gigante <giuseppe.gigante@despammed.com>: >>A ben pensarci, potrebbero essere volatili per diabetici per tutti. >Toh, è quello che è successo in Iran dopo la caduta dello Scià. La liberalizzazione dei punti vendita? O i volatili senza zucchero? >Solo che lì la motivazione era per i sani principi dello stato... Qui la motivazione non la so... a parte il fatto che lo chiamano "piano anticrisi per l'editoria" (ah ah). Ciao! Gray Mouser |
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| On Fri, 25 Jul 2003 01:04:58 +0200, Gray Mouser <gm_@virgilio.it> wrote: >La liberalizzazione dei punti vendita? O i volatili senza zucchero? La diffusione ovunque d'una certa stampa contro quella indipendente. -- Giuseppe Gigante |
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| On Fri, 25 Jul 2003 00:32:52 +0200, Gray Mouser <gm_@virgilio.it> wrote: >Si teme infatti che, se la legge passa, cambiera' tutto il panorama >editoriale. Gran parte delle testate indipendenti (e con questo non >intendo dire solo fumetti, ma anche giornali, riviste, informazione >"libera", ecc.) ne saranno stroncate. Solo i grandi gruppi avranno la >forza per garantire la presenza dei loro periodici in una miriade di >nuovi punti vendita. Cari amici, butto li' un intervento cosi' su due piedi (dunque con beneficio di inventario): ma perche', attualmente quante testate veramente indipendenti vanno in edicola? Gia' nella situazione attuale per farlo servono tirature ad almeno quattro zeri, nonche' una robusta casa editrice alle spalle per avere potere contrattuale coi distributori (categoria che - a detta un po' di tutti - sfiora la delinquenza). Non e' che (ecco qui che la butto la' ancora con meno ritegno) aumentando i punti vendita e incrementando la pressione concorrenziale, i vecchi attori del sistema distributivo si ritrovino costretti a "scuotersi" dal loro torpore e cercare di differenziarsi sull'offerta? Intendo: i quotidiani sono venduti un po' ovunque e cosi' anche le testate mainstream: l'edicolante, per continuare ad attrarre clienti, dunque deve tenere cose che altrove non si troverebbero, vale a dirsi quelle produzioni che non hanno sufficiente forza per esser distribuite nei "nuovi" punti vendita. Se non mi sono ancora spiegato (e scusatemene), porto il paragone con la crisi della piccola bottega alimentare con l'avvento della grande distribuzione: nella maggior parte dei casi ha fatto si' che le prime si specializzassero su prodotti pregiati e/o "genuini" (tipo le uova del contadino, che alla Coop non puoi trovare), mentre al supermercato restavano i prodotti piu' standardizzati. Concludo: stamattina sono ancora assonnato e forse ho detto una marea di ca**ate ma... non sono qui a far l'avvocato del diavolo a nessuno (ci mancherebbe), semplicemente in vita mia ho avuto modo di informarmi sulla distribuzione da edicola, nonche' di confrontarmi con chi l'ha effettivamente provata a percorrere (conoscerete il buon Diego Gabriele, no?). E dato che la situazione e' IMHO disastrosa (per le testate indipendenti, dico), qualcosa che smuova le acque - sempre IMHO - puo' avere anche effetti positivi per chi adesso e' un "escluso". Attendo impressioni... Bonfus |
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| Gray Mouser <gm_@virgilio.it> wrote in message news:<2jn0ivciuolotvfsgvhnrbgiuu4rm22gt7@4ax.com>. .. > Esatto, e' quello il punto cruciale, l'ipotesi di una completa > liberalizzazione della rete di vendita di quotidiani e periodici. A quel > che vedo dai commenti, secondo il disegno di legge "Bonaiuti", > contenente una serie di nuove norme riguardanti l'editoria, anche il > fruttivendolo o il ferramenta potranno vendere giornali e riviste. > Gli edicolanti saranno nei guai. > > E non solo loro. > Si teme infatti che, se la legge passa, cambiera' tutto il panorama > editoriale. Gran parte delle testate indipendenti (e con questo non > intendo dire solo fumetti, ma anche giornali, riviste, informazione > "libera", ecc.) ne saranno stroncate. Solo i grandi gruppi avranno la > forza per garantire la presenza dei loro periodici in una miriade di > nuovi punti vendita. > Saluti ai nostri miseri rimasugli di pluralismo dell'informazione. Non capisco come l'aumento dei punti vendita danneggi il pluralismo dell'informazione. Se mai lo incoraggerebbe no ? Questo vale per le rivendite di qualunque bene, piu' negozi ci sono meglio e' per chi cerca qualcosa di diverso. Se si andasse (per assurdo) allo stesso supermercato,allora sarebbe il direttore del supermercato che sceglie per me. Non credo che gli interessi (sacrosanti per carita') degli edicolanti coincidano con quelli dei lettori. Ciao Mario |
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| Mario ha scritto: > > Esatto, e' quello il punto cruciale, l'ipotesi di una completa > > liberalizzazione della rete di vendita di quotidiani e periodici. A quel > > che vedo dai commenti, secondo il disegno di legge "Bonaiuti", > > contenente una serie di nuove norme riguardanti l'editoria, anche il > > fruttivendolo o il ferramenta potranno vendere giornali e riviste. > > Gli edicolanti saranno nei guai. > > > > E non solo loro. > > Si teme infatti che, se la legge passa, cambiera' tutto il panorama > > editoriale. Gran parte delle testate indipendenti (e con questo non > > intendo dire solo fumetti, ma anche giornali, riviste, informazione > > "libera", ecc.) ne saranno stroncate. Solo i grandi gruppi avranno la > > forza per garantire la presenza dei loro periodici in una miriade di > > nuovi punti vendita. > > Saluti ai nostri miseri rimasugli di pluralismo dell'informazione. > Non capisco come l'aumento dei punti vendita danneggi il pluralismo > dell'informazione. per dirne una, c'è il rischio che per coprire tutti i nuovi punti di vendita sia necessario stampare più copie per pubblicazione senza avere un ritorno economico... > Questo vale per le rivendite di qualunque bene, piu' negozi ci sono meglio e' > per chi cerca qualcosa di diverso. Il problema è che qua si parla di aumentare a dismisura il numero dei negozi, *sperando* che aumentino in proporzione anche i lettori... nel caso non succeda una cosa del genere, sono uccelli per diabetici... e tieni inoltre presente che, a quanto raccontano, gli edicolanti stanno subendo un calo del venduto notevole già da molti anni... Livio mooooooooooooooolto stanco... -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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| "Livio" <liviozzzzzzzzzzzzz@ecsait.it> ha scritto nel messaggio > > Non capisco come l'aumento dei punti vendita danneggi il pluralismo > > dell'informazione. > > per dirne una, c'è il rischio che per coprire tutti i nuovi punti di > vendita sia necessario stampare più copie per pubblicazione senza avere un > ritorno economico... Naa....già ora tante testate vanno solo su un certo selezionato numero di edicole (pensa che la mini di Risso della Coniglio ha avuto una tiratura di sole 3000 copie). Se questa riforma andra in porto nell'ipotetica "ferramenta-edicola" troverai solo Gazzetta, Corriere, Repubblica, Espresso, Panorama, Novella 2000 (sob) e poco altro > e tieni inoltre presente che, a quanto raccontano, gli edicolanti stanno > subendo un calo del venduto notevole già da molti anni... Mah, mi suona strano. L'anno scorso lessi un articolo sul Sole24Ore (lo comprava il mio ex coinquilino io non mi azzarderi mai :-P) che al contrario parlava di enorme crescita delle vendite delle edicole (grafico impennatissimo) e questo -paradossalmente- a fronte di una effettiva diminuizione delle vendite dei periodici (questo sarà il dato che sbandierano gli edicolanti). Come intuirai la crescita era tutta dovuta al boom degli "allegati" (cd,vhs,dvd,libri,guide,cartine e compagnia bella) e soprattutto al proliferare dei vari fascicoli (hai fatto caso a quanti modellini e minchiatine varie escono). Gli edicolanti insomma giustamente hanno paura, ma io non vedo problemi per le super-tirature e nemmeno per la libertà di stampa (siamo seri e non tiriamo fuori paragoni con l'Iran di Komheini, Repubblica e l'Espresso col Berlusca & C. spesso sono più duri di Liberazione e del Manifesto...) Ciao Un Francesco che (copiando le sign di Livio) si chiede come mai il sindacato edicolanti sia così forte quando invece si tratta di non cedere la scontisca che hanno sui Bonelli anche alle fumetterie... |