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| Cu 'sta pioggia e cu 'stu ventu, cu e' chi bussa a 'stu cunventu? E' Nick Name chi 'ndi voli cunfessa': >Il poco Tex che ho letto (anni fa) non mi era piaciuto, e del volume di >Repubblica non sono riuscito ad arrivare in fondo alla prima storia. Cio` >che mi blocca e` soprattutto la narrazione verbosa, con tante didascalie >ridondanti che appesantiscono la lettura all'inverosimile...ma non solo, non >saprei spiegarlo, diciamo che quando lo leggo "sa di vecchio" e mi annoia... Mah, IMHO dipende dalle didascalie. Non sempre sono ridondanti e alle volte arricchiscono la vignetta, piuttosto che appesantirla. Wood, per esempio, utilizzava ripetutamente questo metodo, e anche il Claremont in forma otteneva buoni risultati. >Ora, del primo numero di Storia del West ho letto solo il primo racconto, e >devo dire che pur avendolo trovato interessante per la storia vi ho >reincontrato tutto cio` che gia` non mi piaceva in Tex nel modo di >raccontarla. >La mia domanda e`: vale la pena continuare questa serie? Mi si apriranno >nuovi orizzonti come con Ken Parker, o anche in seguito le storie saranno >tutte cosi`? Storia del West e' molto piu' western di Ken Parker... resta comunque una delle serie piu' valide mai prodotte nel panorama italiano, e migliorera' a vista d'occhio, specialmente nel periodo delle guerre indiane e in alcuni degli episodi crepuscolari. Ci saranno sempre le didascalie, anche se andranno a sfoltirsi. In compenso in molti episodi verranno raggiunti culmini emotivi veramente alti. Vale la pena, nettamente. Buon cammino! il_pellegrino -- "Cio' che incontrai nella mia strada, ora ne sono una parte." Tennyson, "Ulisse" |
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| "Giovanni "il_pellegrino" Scanzo" ha scritto: > Mah, IMHO dipende dalle didascalie. Non sempre sono ridondanti e alle > volte arricchiscono la vignetta, piuttosto che appesantirla. > Wood, per esempio, utilizzava ripetutamente questo metodo, e anche il > Claremont in forma otteneva buoni risultati. Sono d'accordo, c'e` didascalia e didascalia, io mi riferisco a quelle che non fanno altro che ribadire l'ovvio, tipo "Intanto...", "Nel frattempo a poca distanza...", "Tex sfodera il suo cannone...", tutte cose che si possono gia` desumere dal disegno. L'occhio durante la lettura non puo` selezionare quali sono le didascalie utili e quelle inutili, e non si puo` fare a meno di leggerle tutte. A volte questo sovraccarico di informazione risulta pesante, e ostacola la lettura invece di renderla piu` scorrevole (che sarebbe poi l'obiettivo primario delle didascalie no?). > Storia del West e' molto piu' western di Ken Parker... resta comunque > una delle serie piu' valide mai prodotte nel panorama italiano, e > migliorera' a vista d'occhio, specialmente nel periodo delle guerre > indiane e in alcuni degli episodi crepuscolari. Ci saranno sempre le > didascalie, anche se andranno a sfoltirsi. Lo spero, perche` come dicevo la prima storia non mi e` dispiaciuta, l'ho solo trovata un po' "pesante" da leggere, e sarebbe un peccato se fosse cosi` fino alla fine... > In compenso in molti episodi verranno raggiunti culmini emotivi > veramente alti. > > Vale la pena, nettamente. Penso che continuero` la serie. Anche con Ken Parker avevate avvertito che i primi episodi non erano all'altezza dei successivi, ma leggendoli non ho avuto questa sensazione di "vecchio", anche se poi le storie sul volume di Repubblica sono proprio su un altro pianeta. La prima "Storia del West" invece mi ha fatto preoccupare un pochino di piu`, e quindi avevo bisogno di una conferma :-) -- Nick |
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| "Giovanni "il_pellegrino" Scanzo" ha scritto: > Mah, IMHO dipende dalle didascalie. Non sempre sono ridondanti e alle > volte arricchiscono la vignetta, piuttosto che appesantirla. > Wood, per esempio, utilizzava ripetutamente questo metodo, e anche il > Claremont in forma otteneva buoni risultati. Sono d'accordo, c'e` didascalia e didascalia, io mi riferisco a quelle che non fanno altro che ribadire l'ovvio, tipo "Intanto...", "Nel frattempo a poca distanza...", "Tex sfodera il suo cannone...", tutte cose che si possono gia` desumere dal disegno. L'occhio durante la lettura non puo` selezionare quali sono le didascalie utili e quelle inutili, e non si puo` fare a meno di leggerle tutte. A volte questo sovraccarico di informazione risulta pesante, e ostacola la lettura invece di renderla piu` scorrevole (che sarebbe poi l'obiettivo primario delle didascalie no?). > Storia del West e' molto piu' western di Ken Parker... resta comunque > una delle serie piu' valide mai prodotte nel panorama italiano, e > migliorera' a vista d'occhio, specialmente nel periodo delle guerre > indiane e in alcuni degli episodi crepuscolari. Ci saranno sempre le > didascalie, anche se andranno a sfoltirsi. Lo spero, perche` come dicevo la prima storia non mi e` dispiaciuta, l'ho solo trovata un po' "pesante" da leggere, e sarebbe un peccato se fosse cosi` fino alla fine... > In compenso in molti episodi verranno raggiunti culmini emotivi > veramente alti. > > Vale la pena, nettamente. Penso che continuero` la serie. Anche con Ken Parker avevate avvertito che i primi episodi non erano all'altezza dei successivi, ma leggendoli non ho avuto questa sensazione di "vecchio", anche se poi le storie sul volume di Repubblica sono proprio su un altro pianeta. La prima "Storia del West" invece mi ha fatto preoccupare un pochino di piu`, e quindi avevo bisogno di una conferma :-) -- Nick |
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| "Giovanni "il_pellegrino" Scanzo" ha scritto: > Mah, IMHO dipende dalle didascalie. Non sempre sono ridondanti e alle > volte arricchiscono la vignetta, piuttosto che appesantirla. > Wood, per esempio, utilizzava ripetutamente questo metodo, e anche il > Claremont in forma otteneva buoni risultati. Sono d'accordo, c'e` didascalia e didascalia, io mi riferisco a quelle che non fanno altro che ribadire l'ovvio, tipo "Intanto...", "Nel frattempo a poca distanza...", "Tex sfodera il suo cannone...", tutte cose che si possono gia` desumere dal disegno. L'occhio durante la lettura non puo` selezionare quali sono le didascalie utili e quelle inutili, e non si puo` fare a meno di leggerle tutte. A volte questo sovraccarico di informazione risulta pesante, e ostacola la lettura invece di renderla piu` scorrevole (che sarebbe poi l'obiettivo primario delle didascalie no?). > Storia del West e' molto piu' western di Ken Parker... resta comunque > una delle serie piu' valide mai prodotte nel panorama italiano, e > migliorera' a vista d'occhio, specialmente nel periodo delle guerre > indiane e in alcuni degli episodi crepuscolari. Ci saranno sempre le > didascalie, anche se andranno a sfoltirsi. Lo spero, perche` come dicevo la prima storia non mi e` dispiaciuta, l'ho solo trovata un po' "pesante" da leggere, e sarebbe un peccato se fosse cosi` fino alla fine... > In compenso in molti episodi verranno raggiunti culmini emotivi > veramente alti. > > Vale la pena, nettamente. Penso che continuero` la serie. Anche con Ken Parker avevate avvertito che i primi episodi non erano all'altezza dei successivi, ma leggendoli non ho avuto questa sensazione di "vecchio", anche se poi le storie sul volume di Repubblica sono proprio su un altro pianeta. La prima "Storia del West" invece mi ha fatto preoccupare un pochino di piu`, e quindi avevo bisogno di una conferma :-) -- Nick |
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| Cu 'sta pioggia e cu 'stu ventu, cu e' chi bussa a 'stu cunventu? E' Nick Name chi 'ndi voli cunfessa': >Ma infatti non penso che si dovrebbero fare acrobazie, penso semplicemente >che sia superfluo dire "intanto...", da` l'impressione di voler a tutti i >costi "riempire" il silenzio, quando il silenzio da solo gia` e` >sufficiente. Ma non da' l'idea di "intanto". Senza quel minimo commento, la nuova scena potrebbe svolgersi prima della precedente, o dopo. Non solo contemporaneamente. O meglio, occorre un supplemento di lavoro per comprendere che si svolge contemporaneamente, e neanche con sicurezza. >Su queste didascalie non ho nulla da dire, ed effettivamente i primi numeri >di Dago (sto seguendo la ristampa) non li ho trovati affatto appesantiti, >anzi! Come dici tu la lettura e` piu` ricca.[...] >Stiamo parlando di due tipi diversi di didascalia: quella che aggiunge >informazioni utili al racconto, e quella che invece si limita a ribadire >l'ovvio. Solo di quest'ultimo tipo io mi lamento. Ma inizialmente non si capiva. Il tuo sembrava un discorso "didascalia lunga = narrazione pesante". Uno di quei discorsi fatti col metro che personalmente non sopporto. Il fatto e' che capisci che una didascalia e' ridondante solo dopo averla letta, non certo dopo aver contato le parole. Buon cammino! il_pellegrino -- "Cio' che incontrai nella mia strada, ora ne sono una parte." Tennyson, "Ulisse" |
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| Thank you for the Kool Aid, Reverend Giovanni "il_pellegrino" Scanzo: [Didascalie] >Wood, per esempio, utilizzava ripetutamente questo metodo L'ho notato anch'io: ho letto solo ora i primi 3 numeri della Dago Ristampa. Ottimo fumetto, secondo me, ma le didascalie non sono proprio il suo punto di forza: la verbosita' e' innegabile. Sia chiaro non mi da fastidio la presenza di molto testo in un fumetto, il fatto e' che le didascalie di Dago (e anche quelle di Storia del West, di cui ho letto poco fa il primo numero della ristampa, ma non mi ha convinto a continuare la serie) sono spesso troppo ridondanti e dallo stile troppo "pulp tale". BTW, ho notato che lo stile grafico delle storie di Dago contemporanee e' molto cambiato: da tavole con numerose vignette e dai tratteggi molto curati siamo passati a uno stile "bonelliano medio". Quando e' avvenuto il mutamento di stile (o i mutamenti, se ce ne sono stati altri)? Tornando a "Storia del West", anch'io ho notato tutte le pecche evidenziate da Nick Name (a proposito: complim. per il nick DD) tanto che non continuero' la serie. |
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| Cu 'sta pioggia e cu 'stu ventu, cu e' chi bussa a 'stu cunventu? E' Rev. Jim chi 'ndi voli cunfessa': >didascalie di Dago [...] sono spesso troppo >ridondanti e dallo stile troppo "pulp tale". Io le trovo molto potenti. Roboanti, alle volte, ma fanno atmosfera. Ovviamente, sono pulp, ma Dago e' l'equivalente fumettistico del feuilleton storico a fosche tinte, quindi ci stanno benissimo. >BTW, ho notato che lo stile grafico delle storie di Dago >contemporanee e' molto cambiato: da tavole con numerose >vignette e dai tratteggi molto curati siamo passati a uno >stile "bonelliano medio". Quando e' avvenuto il mutamento di >stile (o i mutamenti, se ce ne sono stati altri)? Quando e' cambiato disegnatore. E, me lo si conceda, a livello di bravura del disegnatore spesso siamo ben oltre il "bonelliano medio". >Tornando a "Storia del West", anch'io ho notato tutte le >pecche evidenziate da Nick Name (a proposito: complim. per >il nick DD) tanto che non continuero' la serie.Che vuoi che ti dica? Non sai cosa ti perdi... :P Buon cammino! il_pellegrino -- "Cio' che incontrai nella mia strada, ora ne sono una parte." Tennyson, "Ulisse" |
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| "Giovanni "il_pellegrino" Scanzo" ha scritto: > Ma inizialmente non si capiva. Il tuo sembrava un discorso "didascalia > lunga = narrazione pesante". Uno di quei discorsi fatti col metro che > personalmente non sopporto. No, lungi da me! Certo che la verbosita` non aiuta in certi casi, ma il problema principale di cui volevo parlare sin dall'inizio era la quantita` di didascalie (molte delle quali IMHO inutili), non la quantita` di parole all'interno di una didascalia sola. > Il fatto e' che capisci che una didascalia e' ridondante solo dopo > averla letta, non certo dopo aver contato le parole. Non e` che minacci irreparabilmente il valore della storia, solo che la rallenta. E` come camminare su un sentiero di ciottoli invece che su una strada asfaltata ![]() -- Nick |
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| "Rev. Jim" : > Tornando a "Storia del West", anch'io ho notato tutte le > pecche evidenziate da Nick Name (a proposito: complim. per > il nick DD)Grazie :-P > tanto che non continuero' la serie. Io ho deciso che cmq continuo, al di la` delle questioni "formali" la sostanza e` molta, mi piace l'approccio da "romanzo storico", e poi leggendo un po' di articoli si dice che anche lo stile piu` in la` cambiera` e si raggiungeranno vette di lirismo notevoli. -- Nick |
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| "Giovanni "il_pellegrino" Scanzo" ha scritto: > >didascalie di Dago [...] sono spesso troppo > >ridondanti e dallo stile troppo "pulp tale". > > Io le trovo molto potenti. > Roboanti, alle volte, ma fanno atmosfera. > Ovviamente, sono pulp, ma Dago e' l'equivalente fumettistico del > feuilleton storico a fosche tinte, quindi ci stanno benissimo. Sono d'accordo, secondo me Dago e` tutta un'altra storia. Solo sfogliando le prime pagine di Storia del West di didascalie "inutili" ne ho trovate almeno una per tavola (puo` sembrare una sciocchezza, ma secondo me non lo e`, e` come se ogni cento metri dovessi togliermi un sassolino dalla scarpa). Sfogliando Dago invece non trovo cose superflue, trovo solo molte parole, ma tutte al posto giusto nel momento giusto, che non si limitano a descrivere una scena, ma ne evidenziano dei particolari, enfatizzano dei sentimenti, creano, come dici giustamente, atmosfera. Wood e` un narratore fatto di tutt'altra pasta rispetto a D'Antonio, e se vogliamo dirla tutta anche rispetto a Claremont (per tornare a un confronto che facevi in un messaggio precedente) -- Nick |
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| Thank you for the Kool Aid, Reverend Giovanni "il_pellegrino" Scanzo: >Ovviamente, sono pulp, ma Dago e' l'equivalente fumettistico del >feuilleton storico a fosche tinte, quindi ci stanno benissimo. Certo... se se ti piace il fuilleton )A me piace come "curiosita' storica", come narrativa in senso assoluto, no! (mi fa dormire :P) In ogni caso la prosa di Wood non mi e' rimasta del tutto indigesta, anzi quei primi 3 numeri di Dago me li sono letti tutti d'un fiato e mi hanno pure appassionato; semplicemente, con il senno di poi devo rilevare le "pecche" di cui ho detto. >Quando e' cambiato disegnatore Ma nei credit e' menzionato sempre Salinas (assieme a un altro)... ?__? >Che vuoi che ti dica? Non sai cosa ti perdi... :P In realta', e' che non mi bastano piu' i soldi e devo sacrificare qualcosa! ( |
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