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  #1 (permalink)  
Vecchio 07-02-2003, 05:34 PM
massimiliano clemente - komix.it
 
Messaggi: n/a
Predefinito Sul perché il fumetto in Italia è in crisi (o forse non lo è?...)

Il bello di Internet è il poter comunicare con tutti. Ma proprio tutti,
anche con coloro con i quali non vorremmo. Questo è l'inizio della storia di
una e-mail arrivata per sbaglio a qualche migliaio di persone, ma grazie
alla quale possiamo continuare a parlare della - sì, è proprio lei! -
presunta, ovvero certa, crisi del fumetto, che attualmente è come discutere
di Massimi Sistemi.

Scusateci per lo stile scherzoso ma, dato che in questa vicenda sono
divampati toni da ''rettifiche ufficiali'', vorremmo spegnere gli ardori da
processo... del lunedì e concentrarci su quello che riteniamo preponderante:
la crescita dell'intero settore fumettistico a partire dagli autori
indipendenti e dalle autoproduzioni. E dato che in questi ultimi mesi
abbiamo assistito alla chiusura di Medicina Nucleare, alla "trasformazione"
della Lexy e ad altri sintomi collaterali del male oscuro, ci è sembrato
improrogabile e necessario aprire un dibattito chiedendo a Davide Zamberlan,
responsabile del Free Comics Club e autore di E.S.U., di scrivere un
articolo per entrare nel dettaglio della problematica.
Invitiamo autori, distributori, critici e voi lettori a intervenire nel
merito.
http://www.komix.it/article.php?sid=3347


Rispondi citando
  #2 (permalink)  
Vecchio 07-02-2003, 11:01 PM
Gray Mouser
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Sul perché il fumetto in Italia è in crisi (o forse non lo è?...)

Mentre mi aggiro circospetto nel Castello Chiamato Nebbia, il
pipistrello Hugin mi raggiunge, portandomi un messaggio scritto in data
Wed, 2 Jul 2003 16:34:16 +0200 da "massimiliano clemente - komix.it"
<maxcle@komix.org>:


>Invitiamo autori, distributori, critici e voi lettori a intervenire nel
>merito.
>http://www.komix.it/article.php?sid=3347


Mi sembra che l'articolo non dica niente di particolarmente nuovo. Viene
nominata la concorrenza di tv, videogiochi, internet, ecc. e che i
lettori sono diminuiti e che continueranno a diminuire. Viene accennato
al fatto, noto e arcinoto, che ci sono pochi sbocchi per i nuovi autori,
che e' praticamente impossibile fare una gavetta decente, che i pochi
talenti devono tentare la rischiosa strada dell'autoproduzione oppure
proporsi all'estero, ecc.
Insomma, cosa che si sanno.

Venendo poi all'argomento principale del discorso - e cioe' le pecche
della distribuzione - una risposta telegrafica (al momento non riesco a
dare di piu') potrebbe essere che IMHO Zamberlan sottovaluta, o
tralascia di nominare, due cose fondamentali:
1) Anteprima e' si' veicolo di informazione, ma rivolto (principalmente)
alle fumetterie, e non ai lettori. E a quel che ne so, questa sua
funzione la svolge bene... Ma non ci si puo' aspettare che faccia altro,
e cioe' far conoscere ai potenziali lettori quali siano tutte le offerte
disponibili in uscita. Questo e' un lavoro che, purtroppo per loro,
grava soprattutto sulle spalle dei poveri negozianti;
2) nonostante cio' che Z. sembra pensare, le fumetterie sono cosa
effettivamente _diversissima_ dalle edicole: la differenza principale
tra le due categorie e' IMHO che per le fumetterie non c'e' il diritto
di resa, mentre per le edicole si'. Per cui, non c'e' affatto da
stupirsi che le edicole espongano al pubblico copie di una data
pubblicazione (riuscendo anche a vendere) mentre la maggior parte delle
fumetterie non osano neanche ordinarle: le prime infatti, passato un tot
di tempo, rimandano indietro l'invenduto e chi s'e' visto s'e' visto, le
fumetterie invece se lo prendono in [censura].

Bisognerebbe accordar loro il diritto di resa.

Un paio di cose ancora sarebbero da dire, riguardo l'articolo:
1) ...come sarebbe a dire, che il ricevente di una mail privata puo'
publicarla o farne leggere il contenuto a chi gli pare??? Neanche per
sogno, senza il consenso esplicito del mittente non puo' farlo
assolutamente. Consenso che, qui, a quanto mi e' dato di capire, era
stato negato esplicitamente (da Andrea Rivi, nella fattispecie).
2) ...io la crisi, ci sia o non ci sia, l'ho sempre percepita piu' che
altro proprio come quella crisi di lettori che Zamberlan nega...
3) ...dai, "Scommettiamo che..." non faceva 25 milioni di audience! :-)


Ciao!
Gray Mouser
Rispondi citando
  #3 (permalink)  
Vecchio 07-10-2003, 01:27 AM
Livio
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Sul =?ISO-8859-1?Q?perch=E9_il_fumetto_in_Italia_=E8_in_crisi_(o_ forse_non_lo_=E8=3F...)?=

Firpo ha scritto:

> > Invitiamo autori, distributori, critici e voi lettori a intervenire nel
> > merito.


> L'articolo non dice niente di particolarmente
> nuovo. Anzi, in un caso (quando fa riferimento a
> tv,consolle,videogiochi,etc) scade nel trito e ritrito (secondo me la tesi
> delle "altre forme di intrattenimento" che "rubano" i clienti al mondo del
> fumetto non è neppure tanto valida).


per me, a certe condizioni, sì...

(attenzione, scado nel biografico, può indurre sonnolenza...)

30 anni fa alla tv c'era solo Lucio Dalla che presentava i programmi per
ragazzi, il Mago Zurlì e Carosello, i fumetti erano anche un'ancora di
salvezza...

(anche perchè se stavi male, all'epoca, non avevi il televisore in
camera...)

d'altra parte oggi c'è un'offerta di fonti d'intrattenimento
moooooooooolto maggiore, per cui se una casa editrice da ad un lettore una
sola, il lettore ci mette due secondi a ridisegnare il "buggette"...

detto questo, per me però Tomb Raider è un ottimo "alibi" per spiegare il
calo di vendite, parlando della SBE basta prendere imho in mano certi albi
di 5 o 6 qnni fa e quelli di oggi per notare delle differenze...

Legs Weaver? i primi numeri erano anche ironici, erano delle storie con
May-Legs-Harvey, c'erano le famose docce eccetera, gli ultimi numeri che
ho preso, quelli di Stefano Piani, erano essenzialmente investigativi
drammatici-"investigativi", May ed Harvey avevano un cammeo e basta e gli
albi erano alla Famiglia Cristiana... insomma, la serie qui è stata
rivoluzionata...

Dylan Dog, se non sbaglio, è stato abbandonato da Sclavi, detto niente...
ora non voglio parlare male di chi lo scrive adesso, perchè come serie DD
non mi è mai tanto piaciuta, ma non è mica facile sostituire TS...

Tex? Boselli era una delle cose migliori che fosse capitata alla serie, ma
lui adesso scrive per Dampyr...

e potrei continuare per ore...

e non paragoniamo la Marvel di 30 anni fa con quella di oggi, è come
paragonare champagne e succo di frutta...

insomma, sono un pò i tempi cambiati, ammettiamolo...

> Il fatto è che il mercato fumettistico italiano sta
> cambiando, non più "edicolocentrico" ma "libreriocentrico" ma le
> "strutture" che regolano questo mercato non
> sono in grado di gestire adeguatamente questa transizione.


secondo me anche perchè disperdono i loro sforzi in tante cose che non
hanno niente a che fare con il loro lavoro... vedi la faccenda delle
vendite online, che significa che ( per fare un esempio ironico
...)qualcuno alla Pincopalla Editore debba staccare un attimo per andare
a "inscatolare" quel misero albettino che il Livio di turno ha ordinato,
prendere la macchina ed andare alle poste, spedirlo, chiedere perchè gli
altri pacchi non sono ancora arrivati e ritornare in ufficio, dove
arrivano le telefonate di clienti incavolati perchè gli albi ordinati non
sono ancora arrivati...

conviene, questo delirio ?

insomma, per dire la mia opinione in due secondi, se ci si fermasse un
attimo a riflettere sul come si lavora sarebbe meglio, perchè qua l'unica
cosa che non si fa, volente o nolente, è il lavoro 100% professionale...

Livio che sintetizza al massimo...

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  #4 (permalink)  
Vecchio 07-11-2003, 01:41 AM
Livio
 
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Predefinito Re: Sul =?ISO-8859-1?Q?perch=E9_il_fumetto_in_Italia_=E8_in_crisi_(o_ forse_non_lo_=E8=3F...)?=

Firpo ha scritto:

> > > L'articolo non dice niente di particolarmente
> > > nuovo. Anzi, in un caso
> > > scade nel trito e ritrito (secondo me la tesi
> > > delle "altre forme di intrattenimento" che "rubano" i clienti al
> > > fumetto non è neppure tanto valida).


> > per me, a certe condizioni, sì...
> > 30 anni fa alla tv c'era solo Lucio Dalla che presentava i programmi per
> > ragazzi, il Mago Zurlì e Carosello, i fumetti erano anche un'ancora di
> > salvezza...
> > (anche perchè se stavi male, all'epoca, non avevi il televisore in
> > camera...)
> > d'altra parte oggi c'è un'offerta di fonti d'intrattenimento
> > mooooooolto maggiore, per cui se una casa editrice da ad un lettore una
> > sola, il lettore ci mette due secondi a ridisegnare il "buggette"...
> > detto questo, per me però Tomb Raider è un "alibi" per spiegare il
> > calo di vendite, basta prendere imho in mano certi albi
> > di 5 o 6 qnni fa e quelli di oggi per notare delle differenze...


> E vedi che alla fine siamo d'accordo? quello degli "altri media" è solo un
> alibi.


sì, ma imho bisogna anche considerare che forse i lettori di 30 anni fa
erano lettori per mancanza di alternative, cioè lettori a cui in
definitiva del fumetto non gliene interessava niente...

e quindi parlare di ipotetiche "età dell'oro" non avrebbe senso, imho...

> Quindi la tesi degli altri media come "ladri" di lettori non regge. Quella
> della qualità del prodotto è invece molto più seria.


pienamente d'accordo a metà, nel senso che la questione "qualità del
prodotto" è seria pur basandosi **anche** su alcuni fattori
**demenziali**...

1. sicuramente mi sbaglierò, ma rispetto alla presunta "età dell'oro" gli
autori (alcuni!!!!!!!!!!!!!!) lavorano ****molto**** di più... e imho
questo si fa sentire...
2. mancano i "ricambi"... un tempo esistevano Monello, Intrepido, Corriere
dei Ragazzi e altre cose che in questo momento dimenticherò; oggi la SBE,
per colpa dei lettori, pubblica il 90% delle testate italiane... domanda:
se la SBE ha bisogno di uno sceneggiatore, a parte che alla WDI, a chi può
"fregarlo"?
3. la mancanza di serietà. Non avrò la migliore memoria, ma non mi sembra
di ricordare che 30 anni fa qualcuno scrivesse "Maria Grazia Perini, ti
odio!!!", oggi, solo su IAF, si "criticano" Gulli, Bottero, quella casa
editrice, Lupoi, i kappa boys e altri che non mi vengono in mente... a me
non sembra una cosa normale tutta questa "animosità"... e qualche motivo
di esistere ci sarà, no?

'nzomma, se si lavorasse con i mezzi di oggi usando la mentalità di 30
anni fa, altro che 'sta pseudocrisi da sorpresa dell'ovetto kindergarten...

> Piccolo esempio extrafumettistico: qualche anno fa tutti parlavano della
> crisi del cinema e delle sale vuote. Hanno ricominciato a fare bei film e la
> gente è tornata al cinema.Punto. Alle volte la realtà è più semplice di
> quello che sembra.


per forza, toglici tutti i paradossi di cui è infarcita...

Livio che pensa a com'era semplice e redditizio il mondo del fumetto di 30
anni fa...

--

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Rispondi citando
  #5 (permalink)  
Vecchio 07-11-2003, 02:16 PM
Firpo
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Sul perché il fumetto in Italia è in crisi (o forse non lo è?...)



"Livio" <livioilnostalgico@ecsait.it> ha scritto nel messaggio
news:bekq5o$vo0

> > Quindi la tesi degli altri media come "ladri" di lettori non regge.

Quella
> > della qualità del prodotto è invece molto più seria.

>
> pienamente d'accordo a metà,


E te pareva......sei sempre il solito.....invece secondo me alla fine siamo
daccordo almeno al 99% infatti :

>nel senso che la questione "qualità del
> prodotto" è seria pur basandosi **anche** su alcuni fattori
> **demenziali**...
>
> 1. sicuramente mi sbaglierò, ma rispetto alla presunta "età dell'oro" gli
> autori (alcuni!!!!!!!!!!!!!!) lavorano ****molto**** di più... e imho
> questo si fa sentire...


Sacrosanta verità, in Bonelli certi sceneggiatori (ma anche certi
disegnatori) hanno ritmi alla Stakanov........e si vede.

> 2. mancano i "ricambi"... un tempo esistevano Monello, Intrepido, Corriere
> dei Ragazzi e altre cose che in questo momento dimenticherò; oggi la SBE,
> per colpa dei lettori, pubblica il 90% delle testate italiane... domanda:
> se la SBE ha bisogno di uno sceneggiatore, a parte che alla WDI, a chi può
> "fregarlo"?


Giusto, e questo -bisogna dargliene atto- è un problema che riconosce anche
il Sergione Nazionale, non contento (strano ma vero) della situazione
pressocchè monopolistica

> 3. la mancanza di serietà. Non avrò la migliore memoria, ma non mi sembra
> di ricordare che 30 anni fa qualcuno scrivesse "Maria Grazia Perini, ti
> odio!!!", oggi, solo su IAF, si "criticano" Gulli, Bottero, quella casa
> editrice, Lupoi, i kappa boys e altri che non mi vengono in mente... a me
> non sembra una cosa normale tutta questa "animosità"... e qualche motivo
> di esistere ci sarà, no?


Anche qui siamo daccordo, le cattiverie che girano nell'ambiente sono
sicuramente troppe (e magari un giorno arriverà qualcuno a fare un bello
studio sociologico dimostrando che questa è la riprova del fatto che i
fumetti sono "roba per bambini" :-P), ma comunque non le annovererei tra le
"cause" della crisi del fumetto


Rispondi citando
  #6 (permalink)  
Vecchio 07-11-2003, 05:40 PM
pellegrino at work
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Sul perché il fumetto in Italia è in crisi (o forse non lo è?...)

Firpo <francfarr@libero.it> ha scritto:

>> 1. sicuramente mi sbaglierò, ma rispetto alla presunta "età dell'oro" gli
>> autori (alcuni!!!!!!!!!!!!!!) lavorano ****molto**** di più... e imho
>> questo si fa sentire...

>
>Sacrosanta verità, in Bonelli certi sceneggiatori (ma anche certi
>disegnatori) hanno ritmi alla Stakanov........e si vede.


Siamo sicuri di questo dato?
Rileggendo i vecchi numeri di Tex, quando lo staff era molto piu' ristretto,
ripensando al fatto che Galep il giorno disegnava Occhio Cupo e la notte Tex,
dando un'occhiata al numero di disegnatori per testata, per questi ultimi non
andrei tanto sul sicuro.

Mi sembra, anzi, che la maggior parte di loro possa andare avanti a un ritmo
di una tavola al giorno (che e' enormemente piu' basso di quello tenuto in
tempi passati, tant'e' che Marcello, disegnatore della vecchia guardia, in
un'intervista all'annuario del fumetto sosteneva di tenere come minimo un
ritmo doppio).

--
Buon cammino!
il_pellegrino@work

"Pigiama rosso+McCoy.
Non mi salva piu' neanche il televoto."

Inviato da www.mynewsgate.net
Rispondi citando
  #7 (permalink)  
Vecchio 07-11-2003, 07:54 PM
Andy Roid
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Sul perché il fumetto in Italia è in crisi (o forse non lo è?...)

On Fri, 11 Jul 2003 00:41:42 +0200, i did a dream of electric sheep, when from
it.arti.fumetti you (livioilnostalgico@ecsait.it (Livio)) said:

>2. mancano i "ricambi"... un tempo esistevano Monello, Intrepido, Corriere
>dei Ragazzi e altre cose che in questo momento dimenticherò; oggi la SBE,
>per colpa dei lettori, pubblica il 90% delle testate italiane... domanda:
>se la SBE ha bisogno di uno sceneggiatore, a parte che alla WDI, a chi può
>"fregarlo"?


All'Eura?

>3. la mancanza di serietà. Non avrò la migliore memoria, ma non mi sembra
>di ricordare che 30 anni fa qualcuno scrivesse "Maria Grazia Perini, ti
>odio!!!", oggi, solo su IAF, si "criticano" Gulli, Bottero, quella casa
>editrice, Lupoi, i kappa boys e altri che non mi vengono in mente... a me
>non sembra una cosa normale tutta questa "animosità"... e qualche motivo
>di esistere ci sarà, no?


Cioe' e' sbagliato criticare? Finalmente esiste un modo per far sentire a piu'
persone la propria voce e opinione, senza filtraggi di mezzo, e questo sarebbe
una mancanza di serieta'? Esistono anche le *mele marcie* che sparano sentenze
e/o cazzate solo con lo scopo di danneggiare altri, ma poi vengono (quasi?)
sempre smentite.


--

Ciao

Andy Roid

(i was a teenage Maximortal, #iaf: "quello con l'amica tettona?")

to be a Hillbilly Wolf, you gotta be just like me

"Non date mai niente per scontato! Quell'innocuo rettangolo
potrebbero essere due triangoli che fanno sesso!"
-Jack B. Quick
Rispondi citando
  #8 (permalink)  
Vecchio 07-11-2003, 08:16 PM
Firpo
 
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Predefinito Re: Sul perché il fumetto in Italia è in crisi (o forse non lo è?...)


"Andy Roid" <andyroid@MADMANlibero.it> ha scritto nel messaggio
> >3. la mancanza di serietà. Non avrò la migliore memoria, ma non mi sembra
> >di ricordare che 30 anni fa qualcuno scrivesse "Maria Grazia Perini, ti
> >odio!!!" ... a me non sembra una cosa normale tutta questa "animosità>


> Cioe' e' sbagliato criticare? Finalmente esiste un modo per far sentire a

piu'
> persone la propria voce e opinione, senza filtraggi di mezzo, e questo

sarebbe
> una mancanza di serieta'? Esistono anche le *mele marcie* che sparano

sentenze
> e/o cazzate solo con lo scopo di danneggiare altri, ma poi vengono

(quasi?)
> sempre smentite.


Non penso che si riferisse alla critica quanto alle varie leticate e tirate
di frecciatine(one) tra gli addetti ai lavori . O forse ho capito male io?


Rispondi citando
  #9 (permalink)  
Vecchio 07-11-2003, 08:20 PM
Firpo
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Sul perché il fumetto in Italia è in crisi (o forse non lo è?...)


"pellegrino at work" <il_pellegrino@email.it> ha scritto nel messaggio
news:20030711144055@mynewsgate.net...
> Firpo <francfarr@libero.it> ha scritto:
>
> >> 1. sicuramente mi sbaglierò, ma rispetto alla presunta "età dell'oro"

gli
> >> autori (alcuni!!!!!!!!!!!!!!) lavorano ****molto**** di più... e imho
> >> questo si fa sentire...


> Siamo sicuri di questo dato?
> Rileggendo i vecchi numeri di Tex, quando lo staff era molto piu'

ristretto,
> ripensando al fatto che Galep il giorno disegnava Occhio Cupo e la notte

Tex,

Rispetto a quei periodi no, ma rispetto a qualche anno fa?
Bo
Comunque più che altro io parlavo di sceneggiatori (che infatti si ritrovano
troppo spesso a "dilatare" il (già abusato) gioco del citazionismo scadendo
nella scopiazzatura vera e propria, vedi l'ultimo Dyd e Misery non deve
morire)


Rispondi citando
  #10 (permalink)  
Vecchio 07-11-2003, 09:23 PM
Livio
 
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Predefinito Re: Sul =?ISO-8859-1?Q?perch=E9_il_fumetto_in_Italia_=E8_in_crisi_(o_ forse_non_lo_=E8=3F...)?=

Andy Roid ha scritto:

> >2. mancano i "ricambi"... un tempo esistevano Monello, Intrepido, Corriere
> >dei Ragazzi e altre cose che in questo momento dimenticherò; oggi la SBE,
> >per colpa dei lettori, pubblica il 90% delle testate italiane... domanda:
> >se la SBE ha bisogno di uno sceneggiatore, a parte che alla WDI, a chi può
> >"fregarlo"?


> All'Eura?


non mi sembra che siano tutti italiani gli sceneggiatori, poi magari mi
sbaglierò, seguendo quelle testate moooooooooolto saltuariamente...

> >3. la mancanza di serietà. Non avrò la migliore memoria, ma non mi sembra
> >di ricordare che 30 anni fa qualcuno scrivesse "Maria Grazia Perini, ti
> >odio!!!", oggi, solo su IAF, si "criticano" Gulli, Bottero, quella casa
> >editrice, Lupoi, i kappa boys e altri che non mi vengono in mente... a me
> >non sembra una cosa normale tutta questa "animosità"... e qualche motivo
> >di esistere ci sarà, no?


> Cioe' e' sbagliato criticare?


ehm, non mi sono spiegato io, non è sbagliato, per carità (Andy Roid, che
ti prende che mi tratti come se fossi Capitan *******, eh?????????), è che
trovo assurdo che qualcuno abbia motivi per "odiare" gli editor...

nel senso che visto il lavoro che fanno noi dovremmo essere loro grati,
dovremmo coccolarli, dare loro "peluches" eccetera ed invece, per motivi
che più o meno si sanno (nel senso che non ho capito perchè Gulli sia
odiato da non mi ricordo chi...), tutti si beccano uno o due accidenti...

Livio che pensava di essersi spiegato...

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Rispondi citando
  #11 (permalink)  
Vecchio 07-11-2003, 09:25 PM
Livio
 
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Predefinito Re: Sul =?ISO-8859-1?Q?perch=E9_il_fumetto_in_Italia_=E8_in_crisi_(o_ forse_non_lo_=E8=3F...)?=

Firpo ha scritto:

> > >3. la mancanza di serietà. Non avrò la migliore memoria, ma non mi sembra
> > >di ricordare che 30 anni fa qualcuno scrivesse "Maria Grazia Perini, ti
> > >odio!!!" ... a me non sembra una cosa normale tutta questa "animosità>


> > Cioe' e' sbagliato criticare? Finalmente esiste un modo per far sentire a

> piu'
> > persone la propria voce e opinione, senza filtraggi di mezzo, e questo

> sarebbe
> > una mancanza di serieta'? Esistono anche le *mele marcie* che sparano

> sentenze
> > e/o cazzate solo con lo scopo di danneggiare altri, ma poi vengono

> (quasi?)
> > sempre smentite.


> Non penso che si riferisse alla critica quanto alle varie leticate e tirate
> di frecciatine(one) tra gli addetti ai lavori.


e alle litigate degli editor con i lettori...

Livio che non ne ha capito l'utilità...

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Rispondi citando
  #12 (permalink)  
Vecchio 07-13-2003, 04:52 PM
Andy Roid
 
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Predefinito Re: Sul perché il fumetto in Italia è in crisi (o forse non lo è?...)

On Fri, 11 Jul 2003 20:23:09 +0200, i did a dream of electric sheep, when from
it.arti.fumetti you (liviononsieraspiegato@ecsait.it (Livio)) said:

>> All'Eura?

>
>non mi sembra che siano tutti italiani gli sceneggiatori, poi magari mi
>sbaglierò, seguendo quelle testate moooooooooolto saltuariamente...


Non sono tutti italiani, pero' ultimamente stanno dando lavoro anche a degli
itaiani. Lo stesso sta succendo in casa magic, dopo l'alleanza con Innocent
Victim.

>> Cioe' e' sbagliato criticare?

>
>ehm, non mi sono spiegato io, non è sbagliato, per carità (Andy Roid, che
>ti prende che mi tratti come se fossi Capitan *******, eh?????????), è che
>trovo assurdo che qualcuno abbia motivi per "odiare" gli editor...


Dipende cosa si intende per odio. Se uno odia un editor, perche' questi ha
presentanto le storie in una maniera per lui incocepibile, mi sembra un odio
giustificato. Voglio dire, io, amante di Alan Moore, odio un editor che pensa
sia possibile pubblicare Watchmen senza le parti scritte alla fine di ogni
capitolo, e credo sia giusto parlarne male come editori, perche' e' abbastanza
evidente la sua incompentenza come curatore di un'opera.
Se come odio, intendi piu' un sentimento da serial killer, non so cosa possa
spingere delle persone a tanto...comunque penso sempre che se qualcuno viene
accusato su un newsgroup e se le accuse sono false, queste verrano presto
smentite.

>nel senso che visto il lavoro che fanno noi dovremmo essere loro grati,
>dovremmo coccolarli, dare loro "peluches" eccetera ed invece, per motivi
>che più o meno si sanno (nel senso che non ho capito perchè Gulli sia
>odiato da non mi ricordo chi...), tutti si beccano uno o due accidenti...


Mi sembra che il fatto che gli diamo dei soldi, sia una forma di ringraziamento
piu' che sufficiente. Che altro devo fare? Se ho modo di parlarci, gli posso
dire grazie, ma non vedo perche' lo devo venerare.

--

Ciao

Andy Roid

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