Discussione: Solanacee
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  #7 (permalink)  
Vecchio 10-07-2005, 12:22 PM
Laura
 
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Predefinito Re: Solanacee

AAnDrEE ha scritto:



> Invece sembra che ci sia la solanidina, ben più pericolosa e con la
> capacità di accumularsi in fegato e reni anche per anni dopo il consumo.


Dunque, io è un bel po' che non bazzico la chimica e soprattutto la
chimica >>vegetale<< ) (ci sarebbe da scrivere un trattato, anzi, ad
onor del vero ne sono stati scritti già diversi, su piante e veleni), ma
se la memoria non mi inganna la solanidina altro non è che il tossico
attivo della solanina, ossia nell'organismo questo glucoside viene
trasformato in solanidina, la quale esplica i suoi effetti tossici che
sono in parte simili a quelli della atropina e con una componente
specifica (irritazione gastrointestinale, emolisi, emoglobinuria, danno
epatico). Si tratta di un neurotossico, ma avvelenamenti da patata
coltivata sono molto rari, ben più probabili quelli da Solanum
dulcamara, sempre della famiglia delle Solanaceae, volgarmente detta
dulcamara, che ha una tossicità elevata e delle bacche rosse e succose
che attirano i bambini. Già solo 10-12 bacche possono causare
intossicazione grave che può arrivare anche a una sindrome
anticolinergica centrale.
Anni addietro sono stati riportati casi di intossicazione atropinica da
Solanum lycopersicum, il volgare pomodoro ) , ma si trattava di
piante innestate su radici di Datura


>
> I pomodori invece conterrebbero tomatina una sostanza cancerogena. Il
> tutto
> per riequilibrare gli entusiasmi creati dal licopene :-)


Cancerogena? Ma non era neurotossica? Ma poi l'alfa-tomatina non è una
saponina steroidale con nota attività anticolesterolemica? Boh? Toccherà
mettersi d'accordo ) Tra l'altro la tomatina è più concentrata nelle
parti verdi immature del pomodoro, e la sua tossicità orale è comunque
bassa rispetto quella della solanina, mentre la biodisponibilità del
licopene aumenta col grado di maturazione del pomodoro e i contenuti si
aggirano sugli 11 mg/100g nella polpa e 54 mg/100g nella buccia. Io
pomodori acerbi generalmente non ne consumo, anche per l'insalata uso
quelli belli maturi e mi licopenizzo tutta )



> Queste notizie erano riportate in un articolo di Darwin (rivista
> bimestrale da edicola un po' più avanzata di Le Scienze, sponsorizzata
> dalle fondazioni Veronesi e Tronchetti Provera) dove si cercava di
> difendere le verdure e gli ortaggi trattati con pesticidi di sintesi
> rispetto a quelli biologici, imputati di produrre 'pesticidi naturali'
> ben peggiori di quelli di sintesi in quanto non se ne conoscono gli
> effetti.


Ecco, invece di quelli di sintesi se ne conoscono, in buona parte, gli
effetti, sia diretti che indiretti. E si tratta di cosucce
scientificamente studiate e acclarate. Il bioaccumulo di pesticidi
(PBTs, acronimo per Persistent Bioaccomulative and Toxic pollutants
nell'elenco della US Environmental Protection Agency) non è cosa con cui
scherzare. E se io mi faccio una bella insalatona di Conium maculatum,
altrimenti nota come cicuta, oltre ad essere un tantino masochista visto
l'odore sgradevole, fetido, di urina che emana ma de gustibus..., sono
soprattutto ignorante nel senso etimologico del termine, e un po'
sprovveduta; se di contro vado dall'orto frutta e mi porto a casa frutta
e verdura che mi vendono come *sani* e invece hanno residui di pesticidi
superiori ai limiti di legge o miscelati a sentimento dagli operatori
agricoli senza che siano stati fatti studi sugli effetti di dette
associazioni, direi che sono stata truffata, per rimanere sul *leggero*,
e che potrei ritrovarmi a pagare conseguenze anche molto serie per
*leggerezze* fatte a danno del consumatore e a vantaggio del produttore
che è bene a conoscenza, o dovrebbe esserlo perchè sancito per legge
(D.L. 626/94,) dei rischi a cui espone se stesso e i suoi lavoratori con
l'utilizzo di sostanze chimiche per le quali deve acquisire le schede
tecniche ove può facilmente trovare tutte le indicazioni relative a
modalità di utilizzo, tempi e dosi, cinetica, tossicità acuta e cronica
e residui ammissibili nelle coltivazioni e un sacco di altre belle
informazioni che rendono, infine, il coltivatore responsabile anche dei
danni arrecati alla mia salute per un utilizzo improprio di cocktail che
se me ne bevo un paro di litri ci resto secca si'uro )

Insomma, credo che non si debba mistificare nè da una parte nè
dall'altra, e che un attacco al biologico come quello fatto da Trewavas
nell'articolo da te citato sia un po' inquietante, oltre che fazioso e
privo di evidenze scientifiche a supporto.

Ciauz

Laura
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