Salve, Paolo Pag.. In data 05/10/2005 9.50 hai scritto:
> Qualcuno di voi è mai morto per una ciotola di pomodori conditi con olio,
> sale, peperoni a julienne ed erba cipollina?
Nessuno. Ma se tu provassi a farti una bella insalata di foglie della
pianta di pomodoro e germogli di patate, potresti stare abbastanza male
fino a restarci secco per una bella intossicazione da solanina.
Non diversamente potresti rischiare grosso facendoti una bella insalatona
di foglie di tabacco (intossicazione da nicotina).
Ma la scelta è ampia.
Dall'alba dei tempi migliaia di donne sono morte per aver ingerito decotto
di prezzemolo a scopo abortivo: l'olio essenziale del prezzemolo contiene
l'apiolo, molto attivo sulla muscolatura uterina, ad azione spasmolitica e
vasodilatatrice, e capace di provocare alterazioni della coagulazione con
emorragie profuse e danni epatorenali.
L'arancia amara (Citrus aurantium) contiene sinefrina, una sostanza simile
all'efedrina, molto utilizzata in prodotti erboristici dimagranti, ma
assolutamente tossica, per la quale è indispensabile non superare un
dosaggio giornaliero massimo di 30mg per gli adulti. Non è molto che le
preparazioni contenenti sinefrina sono obbligate a denunciarla, in seguito
ad un intervento del Garante della Concorrenza e del Mercato
http://www.agcm.it/agcm_ita/DSAP/DSA...256d6b003da270
Sono tossiche le bacche di alloro, Laurus nobilis, altra pianta utilizzata
in cucina, che in quantita' eccessiva provoca tachicardia e ipotensione.
Tutti ormai sapete che l'acido glicizirrico contenuto nella liquerizia
provoca ipertensione arteriosa. Ma forse non tutti sapete che un consumo
eccessivo di liquerizia può provocare rabdomiolisi, con possibili rischi
di insufficienza renale e cardiaca fino alla morte.
Ma sono tossiche anche piante che si ritrovano comunemente negli
appartamenti a scopo decorativo, e che hanno provocato talvolta
avvelenamenti nei bambini, che possono ingerire foglie, petali, bacche
colorate, incuriositi da odori, colori e sapori: ad esempio Dracena
fragrans, il comune "tronchetto della felicità", i narcisi, tossici per
gli alcaloidi contenuti nei tuberi e nelle foglie, i fiori di garofano
-famiglia delle Cariofillacee, genere Dianthus - e di geranio - famiglia
Geraniacee, genere Geranium -, che se ingeriti provocano vomito.
Risulta gravemente tossica anche l'ingestione delle bacche del Vischio,
Viscum album, che contengono colina, acetilcolina e viscalbina, che
determina diarrea emorragica, vomito, bradicardia, ipotensione e shock.
Un'altra pianta decorativa molto comune nelle case in periodo natalizio,
il pungitopo, ha delle belle bacche rosse contenenti, la saponina
rusconoside che provoca disturbi gastrointestinali. I sintomi di
avvelenamento da Stramonio arboreo sono rappresentati da secchezza della
bocca, difficolta' di parola, dilatazione pupillare, eccitazione e
successivo torpore, difficolta' respiratorie, cui puo' seguire la morte,
ove non si intervenga tempestivamente.
Della potente tossicità dell'aloina contenuta nel succo estratto dalle
foglie di aloe, ho già scritto altrove
(
http://www.sci-med.it/articoli/Aloe.html). Gli antrachinoni e i
resinotannoli dell'aloe e' irritante per l'apparato gastrointestinale,
determinando nausea, vomito e diarrea. L'abuso di lassativi vegetali a
base di aloe, senna e cascara sagrada può provocare, oltre a quadri
drammatici di ipocinesia intestinale e dolicocolon, anche gravi effetti
collaterali conseguenti alla perdita di potassio.
E' tossica l'edera, che contiene la saponina triterpenica ederacoside A,
il glicoside flavonoide rutina nonche' un fitoestrogeno, che provoca anche
dermatiti da contatto. E' tossico l'eucalipto, il cui olio essenziale puo'
risultare estremamente tossico sull'apparato gastroenterico con
manifestazioni gastiche, pirosi, nausea, vomito e vertigini, e, in alcuni
soggetti, anche a dosi terapeutiche, puo' provocare dermatiti.
E' tossico l'oleandro, le cui foglie, soprattutto, contengono alcaloidi e
glucosidi (oleandrina, neriina, neriantina), che dotati di una azione
cardiotossica; le leggende narrano di spedizioni militari in Spagna e in
Italia fallite per i massicci avvelenamenti delle truppe che cuocevano le
loro zuppe all'ombra degli oleandri, le cui foglie cadevano nei pentoloni,
o i cui rami venivano utilizzati come spiedi per arrostire la carne.
L'avvelenamento da ingestione di semi di Tasso, detto anche, non a caso
:-) albero della morte, è provocato da uno pseudoalcaloide diterpenico
(tassolo) e in glicosidi (milossina e tassicotina); il soggetto
intossicato lamenta vertigini, disturbi visivi e presenta vomito e
diarrea; le pupille sono midriatiche e sulla cute appaiono ecchimosi. Il
quadro clinico si aggrava sempre di piu' e, ad uno stato di eccitazione,
segue una fase depressiva del SNC caratterizzata da dispnea e bradicardia,
fino all'arresto cardiocircolatorio.
E vogliamo parlare degli effetti collaterali dell'iperico o del gingko,
che vanno tanto di moda?
Insomma, le piante sono pericolose.
Non hanno gambe per scappare, non hanno denti o unghie per difendersi.
Hanno solo la chimica. E la sfruttano per benino. Una pianta è un
complesso laboratorio chimico, e bisogna accostarsi con reverente
prudenza, consapevoli di quello che si fa, altrimenti si rischia grosso.
Solo che chi è competente per dare consigli sull'uso delle piante non sono
gli erboristi (figure in Italia prive di qualsiasi inquadramento normativo
sulla formazione: chiunque oggi può aprire una "erboristeria", si tratta
di un comune esercizio commerciale, come una ferramenta...), non sono i
guru new age, ma sono quegli uomini con la "S" maiuscola (gli Scienziati)
che sono stati capaci di prendere i veleni delle piante e li hanno
trasformati in farmaci preziosi e benedetti...
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/\/\/\/ _/ Doctor Diabolicus
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http://www.sci-med.it