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Notizie dal mondo : Arrivano dal Brasile i "Dossier Sporchi" sui potenti d'Italia
I rapporti hanno nomi fantasiosi ma contenuti micidiali. E, a dire il vero, anche poco verificabili. Però fanno impressione perché sono ricchi di particolari, date, circostanze, fonti d’intelligence, infiltrati. E riguardano mezzo mondo politico e imprenditoriale italiano: si fanno i nomi, tra gli altri di Silvio Berlusconi, di Massimo D’Alema, dell’ex ministro Giuseppe Pisanu, di Gnutti, di Colaninno, di Tanzi, di Livolsi, di Benetton, di Afef ("... a very nice lady...").

E, naturalmente, di Marco Tronchetti Provera, intorno al quale ruota questo ambiente a metà strada tra la politica e gli affari, nazionali e internazionali. Ma compaiono anche vecchi protagonisti di scandali ormai archiviati, alcuni dei quali, secondo questi rapporti, ritornati sulla scena nei primi anni 2000: dall’imprenditore sardo Flavio Carboni al cardinal Paul Marcinkus a Licio Gelli. E di seguito P2, massoneria, Gladio, con legami e intrecci da togliere il fiato. Non manca nulla per mettere in fibrillazione i politici nostrani.

Sono i rapporti, le e-mail e i dossier della Kroll, la più importante agenzia d’investigazioni privata americana, ora contenuti in un dischetto acquisito agli atti della procura milanese. Un colosso internazionale la Kroll, quotato a Wall Street e con sedi in tutto il mondo. Perché questa gigantesca organizzazione di spioni privati decide a un certo punto d’interessarsi così approfonditamente delle vicende di casa nostra?

Il ruolo della Kroll emerge prepotentemente nell’inchiesta sui dossier Telecom, anzi ne è uno dei motori, visto che è proprio dalla guerra senza quartiere per il controllo di Telecom Brasil che si combatte tra la Security guidata da Giuliano Tavaroli e l’agenzia con sede sulla Terza strada di New York, che scaturiscono una serie di circostanze che ora animano le indagini milanesi.

Tutto nasce, incredibilmente, da una indagine parallela: quella sullo scandalo Parmalat. Dopo l’arresto di Tanzi e dei suoi manager, il commissario straordinario della società di Collecchio, Enrico Bondi (ora ne è l’Ad), incarica la Kroll di scoprire eventuali fondi neri nascosti all’estero. E in particolare in Brasile, dove Parmalat controllava numerose attività. Contemporaneamente i pm che si occupano del default della società inoltrano una rogatoria, sempre in Brasile, chiedendo alle autorità di polizia di investigare sul ruolo di una delle società bidone di Parmalat, la Bonlat.

La polizia brasiliana mette sotto controllo le attività dell’amministratore delegato di Parmalat Brasile, Sergio Grisendi, e scopre che ci sta lavorando anche la Kroll. Non sapendo dell’incarico delegato da Bondi, gli agenti brasiliani decidono di andare più a fondo e, sorpresa, incappano anche in un’altra indagine della Kroll: quella sugli interessi di Telecom Italia in Brasile che in quel momento sta conducendo una battaglia senza esclusione di colpi con i soci-nemici di Telecom Brasile, entrata negli appetiti del banchiere Daniel Dantas e della sua Opportunity.

È Dantas questa volta ad aver ingaggiato la Kroll, con un mandato che prevede indagini a tutto campo su Tronchetti Provera, i suoi famigliari, i suoi rapporti interpersonali e istituzionali. Spesa prevista: 20 milioni di dollari. Una cifra per la quale decine di agenti privati (ma anche di intelligence istituzionali) vengono mobilitati in tutto il mondo alla ricerca di conti, episodi di corruzione (non solo italiani), spregiudicatezze finanziarie.

È così che viene messo assieme il gigantesco dossier ora in mano alla procura milanese. Dentro s’intrecciano vicende e retroscena di Parmalat e di Telecom. Da qui la storia è nota: allarmati dalle mosse spregiudicate di Dantas, gli uomini di Tavaroli mandano una task force a Rio de Janeiro capitanata da Fabio Ghioni.

E’ il «Tiger team» che - raccontano loro - con una botta di fortuna scopre che nell’albergo di Rio dove sono alloggiati ha preso stanza anche un agente della Kroll. I «maghi» dell’informatica ci mettono poco ad entrare nel suo computer e a prelevargli tutti i dati disponibili, ovvero intercettazioni, documenti riservati ecc. Una «bomba» che viene confezionata su misura e consegnata poi da Telecom alla polizia brasiliana che, nel 2004, arresterà ben 6 agenti Kroll.

Un’operazione da manuale. Solo che è difficile credere che un agente della Kroll si portasse nel computer una quantità tale di documenti. E negli ambienti Telecom gira la voce che in realtà i ragazzi del «Tiger team» quella volta prelevarono dal computer dell’agente nemico soprattutto la password per accedere al server centrale della Kroll da cui avrebbero invece rubato il grosso del malloppo.

Comunicazioni, e-mail e documenti riservati sui politici nostrani, le loro presunte connessioni con gli affari Telecom e gli interessi all’estero di Tronchetti Provera. Migliaia di pagine, di relazioni e report spesso suggestivi ma, a prima vista, non sempre suffragati da prove inoppugnabili. O, semplicemente, da prove.

Fonte: La Stampa



29/05/07

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